@saad.qureshi252: jama masjid trada ma shah sab ka byan mashallah #viraltiktok #unfrezzaccount #fypppppppppp #unfrezzaccount #viraltiktok

Saad qureshi
Saad qureshi
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Thursday 23 October 2025 05:34:18 GMT
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tayab.qureshi.tay
tayyab Qureshi :
zabardasth
2025-10-23 11:47:12
3
badnamishq694
badnamishq694 :
ماشاللہ بہت اچھا
2025-11-30 07:35:39
0
umerqureshiqure42
umer qureshi :
mashallaha
2025-10-23 05:37:07
1
sardar.umair.gujjar
🌹Sardar🌹 Umair 💙 GúJJÃr 786 :
Mashallah Mashallah ❤
2025-10-23 13:34:53
1
cuteromeo175
چوہدری صاحب 😜 :
🥰🥰🥰
2025-11-06 06:35:42
1
rajubhaii023
❣️Meri Rajpoot 2099 مانسہرہ ❣️ :
♥️♥️♥
2025-10-29 07:16:15
1
abiddogha
ABID QURESHI :
💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖
2025-10-23 09:27:42
1
abiddogha
ABID QURESHI :
💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖💖
2025-10-23 09:27:40
1
pthani.larki4
pthani larki :
🥰🥰🥰🥰🥰🥰
2025-10-23 08:18:48
1
tabraiziqbal7391
innocent boy 😇 :
❤❤❤
2025-11-08 07:23:35
0
muhammad.riaz208
Muhammad Riaz :
🥰🥰🥰
2025-10-24 17:21:05
0
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Nei film funziona così: il rapitore preme sulla bocca un fazzoletto imbevuto di cloroformio – e la vittima crolla in pochi istanti. Qualcuno potrebbe credere che anche l’anestesia funzioni in modo altrettanto immediato, ma non è affatto vero.  Con “induzione”, nel contesto anestesiologico, s’intende proprio il passaggio dallo stato di coscienza alla perdita controllata della sensibilità al dolore e della coscienza stessa, fino al livello necessario per eseguire un intervento. Storicamente questa fase non è mai stata affidata al caso: anche nelle prime epoche dell’anestesia si cercò di dosare e osservare con cura la reazione del paziente. Nella seconda metà dell’Ottocento, con l’introduzione dell’etere (1846) e del cloroformio (diffuso pochi anni dopo), la tecnica più diffusa era l’open-drop: il farmaco volatile veniva distribuito goccia a goccia su una garza tesa da un dispositivo metallico - la maschera di Esmarch –, il paziente respirava i vapori e l’anestesista modulava la somministrazione osservando respirazione, colore della pelle e tono muscolare. Era un bilanciamento continuo: troppo poco, l’intervento non poteva cominciare; troppo, rischio di depressione respiratoria o cardiaca. Con il tempo la pratica divenne sempre più tecnologica: vaporizzatori calibrati, maschere progettate per dosare il flusso, la comparsa dell’intubazione endotracheale per proteggere le vie aeree, e infine gli agenti endovenosi che permisero induzioni rapide e facilmente modulabili. Nel XX secolo l’anestesiologia si strutturò come specialità: monitoraggio continuo e protocolli di sicurezza hanno trasformato un atto che un tempo era rischioso in una procedura strettamente controllata.
Nei film funziona così: il rapitore preme sulla bocca un fazzoletto imbevuto di cloroformio – e la vittima crolla in pochi istanti. Qualcuno potrebbe credere che anche l’anestesia funzioni in modo altrettanto immediato, ma non è affatto vero. Con “induzione”, nel contesto anestesiologico, s’intende proprio il passaggio dallo stato di coscienza alla perdita controllata della sensibilità al dolore e della coscienza stessa, fino al livello necessario per eseguire un intervento. Storicamente questa fase non è mai stata affidata al caso: anche nelle prime epoche dell’anestesia si cercò di dosare e osservare con cura la reazione del paziente. Nella seconda metà dell’Ottocento, con l’introduzione dell’etere (1846) e del cloroformio (diffuso pochi anni dopo), la tecnica più diffusa era l’open-drop: il farmaco volatile veniva distribuito goccia a goccia su una garza tesa da un dispositivo metallico - la maschera di Esmarch –, il paziente respirava i vapori e l’anestesista modulava la somministrazione osservando respirazione, colore della pelle e tono muscolare. Era un bilanciamento continuo: troppo poco, l’intervento non poteva cominciare; troppo, rischio di depressione respiratoria o cardiaca. Con il tempo la pratica divenne sempre più tecnologica: vaporizzatori calibrati, maschere progettate per dosare il flusso, la comparsa dell’intubazione endotracheale per proteggere le vie aeree, e infine gli agenti endovenosi che permisero induzioni rapide e facilmente modulabili. Nel XX secolo l’anestesiologia si strutturò come specialità: monitoraggio continuo e protocolli di sicurezza hanno trasformato un atto che un tempo era rischioso in una procedura strettamente controllata.

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